Viaggiare in solitaria: come affrontare il primo viaggio e perché
Viaggiare in solitaria! Un’esperienza a cui tutti abbiamo pensato almeno una volta nella vita, un sogno di evasione e di indipendenza che affascina ma allo stesso tempo incute timore, dubbi e perplessità, una ricerca di quella libertà che tanto rincorriamo ma che spesso assaporiamo solamente a piccole dosi.
Il viaggiatore solitario è una figura mistica, quasi mitologica, un Indiana Jones moderno, un impavido avventuriero sprezzante del pericolo alla ricerca dei posti più sperduti nel mondo.
No, niente di tutto ciò!
Il viaggiatore solitario non è altro che un semplice ragazzo/a come tutti gli altri che spinto dalla voglia di scoprire il mondo e di mettersi in gioco riesce a superare quelle insicurezze e paure che attanagliano ogni persona sana di mente prima di avventurarsi in paesi sconosciuti senza una “spalla” su cui contare.
Ma allora perché viaggiare in solitaria?
Prima di concentrarci sul perché viaggiare in solitaria, inizierei pensando al perché viaggiare.
Qual è la vera ragione che ci spinge a spendere tempo e denaro per allontanarci, anche se per brevi periodi, dalla nostra casa, dai nostri cari e dalle nostre routines, in altre parole dalla nostra comfort zone?
Ognuno ha le sue motivazioni ovviamente, chi spinto dalla passione per l’arte e l’architettura, chi in cerca di un po’ di relax dalla vita frenetica di città, chi semplicemente per ammirare paesaggi e luoghi lontani che si distinguono per bellezza e unicità rispetto a quelli a cui siamo abituati.
Io ad esempio viaggio semplicemente perché sono curioso
Mi incuriosisce la cultura di un paese, la sua storia, le abitudini della gente, i paesaggi e le architetture che più li caratterizzano e infine il cibo, amo provare ogni tipo di cibo. Mi piace perdermi nei mercati locali, ammirare i colori e percepire gli odori che emanano i piatti più autentici e caratteristici del posto, adoro imparare le ricette e i segreti delle pietanze che più mi colpiscono per poi replicarle a casa e farle assaggiare alle persone a me più care.
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Se anche voi siete spinti da questa morbosa curiosità allora non sarà di certo il fatto di essere da soli a trattenervi. Quante cose vi perdereste nell’aspettare il compagno di viaggio perfetto, quello che ha le ferie gli stessi vostri giorni, che non si lamenta ed è super simpatico, che non è allergico ad una quantità infinita di cibi, che la pensa come voi, che vuole riposare quando lo volete voi, che ha la stessa vostra disponibilità economica e gli stessi vostri interessi.
Certo, si può anche portare pazienza e farsi andar bene l’amico di turno con il quale siete sempre andati d’accordo ma con il quale sapete benissimo non aver molto in comune. Oppure potete essere voi quella persona intraprendente, simpatica e socievole, partendo da soli e scegliendo voi stessi la migliore compagnia con cui trascorrere del tempo giorno dopo giorno.
Se c’è una cosa che ho imparato viaggiando da solo, infatti, è che non si è mai veramente da soli.
Ma quali sono allora le paure che frenano le persone dall’adottare questo stile di viaggio?
- La solitudine, non poter condividere la bellezza di un tramonto in una spiaggia tropicale, incamminarsi per un trekking sulla cima di un vulcano attivo senza un compagno che ti supporta, ritrovarsi a cenare da solo al ristorante o semplicemente non avere una persona con la quale scambiare due parole sono tutte situazioni che incutono tristezza e che ci possono portare a rinunciare all’esperienza;
- Gli imprevisti o incidenti di percorso, ammalarsi all’estero o incorrere in qualche spiacevole inconveniente senza nessuno che ci possa aiutare non è certo una situazione che vorremmo affrontare;
- Le barriere linguistiche sono sicuramente un’altra grande difficoltà da dover superare, a maggior ragione se neanche l’inglese è il nostro forte.
Ma quindi che fare?
Si parte ovviamente!
Quelle sopra esposte sono sicuramente problematiche ricorrenti, ma ricordate, anche quando si viaggia in solitaria non si è mai veramente da soli. Ci sarà sempre qualcuno disposto ad aiutarvi, troverete sempre qualcuno nella vostra stessa situazione con cui scambiare due parole e sedersi ad un tavolo di un ristorante per una buona cena.
Certo, i momenti di sconforto non mancheranno ma anche questi sono superabili, qui di seguito vi svelo alcuni trucchetti per non lasciarvi abbattere e per vivere al meglio la vostra vacanza.
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Come iniziare a viaggiare in solitaria?
La prima regola è non crearsi enormi aspettative e non voler strafare. Una volta arrivati a destinazione potreste trovarvi disorientati, prendetevi del tempo per entrare in confidenza con il posto, riposatevi e riordinate le idee. Non abbiate fretta di partire a raffica con tutta la lista di cose da fare o visitare, rischiate di non apprezzarle e di non gustarvi a pieno il momento tanto atteso.
Ricordo il mio primo viaggio in solitaria, atterrai a Bangkok dopo circa 23 ore di viaggio, 2 scali aeroportuali, uno sbalzo termico di 30 gradi e neanche un minuto di sonno, ero troppo euforico e impaziente per rilassarmi e dormire.
Il risultato:
- i primi due giorni ho tirato avanti con un piatto di riso;
- ero stanco e giù di corda;
- non avevo appetito e nemmeno voglia di uscire per una passeggiata nonostante fuori avessi un mondo da scoprire.
Alloggiate in un ostello
E’ di gran lunga la soluzione migliore quando si decide di viaggiare in solitaria e va bene per tutte le età. Si, avete capito bene, anche se avete 40 anni vi consiglierei comunque l’ostello. Capisco che potrebbe sembrare strano, vivere in ostello spesso significa convivere con degli sconosciuti in camera, condividere un bagno comune, non avere privacy, svegliarsi in piena notte perché qualcuno accende la luce di ritorno da una serata, tutte cose che con l’andare degli anni si sopportano sempre meno.
Ma allora perché vi sto consigliando tutto ciò?
Prima di tutto perché è economico, tanto più economico quanto più sono i posti letto in camera e maggiore il vostro spirito di adattamento. Poi perché l’ostello è senza dubbio il punto di incontro di tutti i viaggiatori, specialmente di quelli in solitaria. È il posto perfetto per conoscere persone con cui bere una birra in compagnia, fare due risate, scambiarsi consigli ed organizzare assieme l’uscita del giorno dopo.
L’ostello è avvolto da un’energia particolare, la si percepisce subito, non vi è hotel a 5 stelle che regga il confronto. Inoltre, nella maggior parte degli ostelli è possibile riservare una stanza privata, ovviamente il prezzo sale ma la considero una soluzione ideale se ricercate un po’ di privacy senza però perdere l’opportunità di conoscere altri viaggiatori e stringere nuove amicizie. Più che nelle camere da letto, infatti, è nelle zone comuni, quasi sempre dotate di un bar, giochi o altre attrazioni, che è più facile incontrare e conoscere persone nuove.
Vi consiglio, prima di prenotare il vostro prossimo ostello, di non focalizzarvi solamente sulle camere da letto ma di guardare principalmente le aree comuni, più sono grandi, accoglienti, dotate di bar, biliardo, freccette o quant’altro e più avrete modo di fare amicizia.
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Viaggiare in solitaria: dove fare la prima esperienza?
“Sii prudente!”
È il consiglio che ci sentiamo ripetere più spesso quando si tratta di fare un’esperienza per la prima volta. Non è sbagliato, un’ottima idea per cominciare a viaggiare in solitaria è quella di iniziare poco alla volta: magari un week end in qualche città italiana, oppure ritornare in una città europea che vi è particolarmente piaciuta e nella quale vi sentite a vostro agio perché già la conoscete, o anche solo una gita di una giornata intera da qualche parte vicino casa. Può sembrare poco, ma sono un ottimo primo assaggio alla vita del viaggiatore solitario. Potreste scoprire fin da subito che non fa per voi oppure riscoprirvi più coraggiosi del previsto e prenotare subito il prossimo viaggio.
Un’altra via che si potrebbe scegliere, esattamente opposta alla prima, è quella di partire subito a razzo con un viaggio di qualche settimana nel Sud Est Asiatico.
Questa è stata la mia prima volta, a 22 anni per 2 mesi tra Thailandia, Cambogia, Vietnam e Indonesia.
Può sembrare da pazzi, ma il Sud Est Asiatico è forse il posto che più di ogni altro vi fa sentire a vostro agio come viaggiatore in solitaria. Qui tutto sembra essere pensato per questo tipo di viaggio, negli anni si è infatti creato una sorta di tragitto comune che in moltissimi backpackers percorrono dalla Thailandia, passando per la Cambogia fino al Vietnam. Di conseguenza nelle città sono sorti numerosissimi ostelli molto accoglienti dove giorno dopo giorno rincontrerete, anche senza volerlo, le stesse persone che avete conosciuto qualche giorno prima nella precedente città. È in questa occasione che ho scoperto il concetto di viaggiare da solo senza mai essere veramente da solo e non vi è difficile immaginare il motivo.
Studiate la vostra prossima meta
Pianificate un itinerario, scoprite cosa vi piacerebbe visitare, quali sono le principali attrazioni e come muoversi da un posto all’altro, conoscere è il miglior modo per sconfiggere le paure. Come per tutte le cose nella vita, avere delle certezze ci fa sentire più sicuri e così, anche per i viaggi, una buona pianificazione può darci quella tranquillità e sicurezza in più per affrontare al meglio il viaggio.
Fatevi aiutare
Chiedete consigli ad amici o conoscenti che sono già stati nel posto in cui intendete andare o fatevi aiutare nella pianificazione della vostra prossima vacanza da un travel planner esperto. Le raccomandazioni e la condivisione di esperienze dirette da chi le ha già vissute in prima persona vi aiuterà nel darvi quella fiducia e tranquillità in più di cui parlavo sopra.
Combattere la noia
Nonostante le mille cose da visitare o le decine di persone conosciute nei vari ostelli, in alcune occasioni potreste ritrovarvi soli e annoiati. Assicuratevi di avere qualcosa per passare il tempo come ad esempio un buon libro. Altrimenti potete iscrivervi a dei tour guidati, a dei corsi di lingua, fare dello sport o partecipare a dei corsi di cucina per imparare delle ricette tipiche del luogo.
Su Airbnb, ad esempio, c’è uno spazio totalmente dedicato alle esperienze dove potete prenotare quella che più vi piace. Crearsi una routine, infine, potrebbe essere un appiglio sicuro per occupare i tempi morti.
Quando ero in Colombia per un progetto universitario, incappavo quasi quotidianamente in dei momenti di noia e solitudine durante il tardo pomeriggio e crearmi una routine mi ha aiutato molto.
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Andavo due volte la settimana in un campetto da calcetto/basket pubblico a fare due tiri al pallone, fu lì che incontrai un gruppo di ragazzi che settimanalmente si trovavano a giocare e che mi invitarono ad unirmi a loro. Poi, i restanti giorni, andavo al Pergamino Cafè di Medellin, una caffetteria molto carina nella quale mi sedevo a gustare un buon caffè e a studiare lo spagnolo.
Godetevi ogni singolo momento! Senza ansia e senza paura, seguendo i vostri ritmi e assaporando fino in fondo ogni singolo momento di libertà che il vostro primo viaggio in solitaria vi regalerà.
E voi avete già fatto dei viaggi in solitaria? Avete curiosità o domande? Raccontatemi le vostre esperienze nei commenti, sarò felici di rispondervi